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L’alfabeto tedesco e la sua pronuncia

L’alfabeto tedesco lettera per lettera: il nome di ogni lettera, i suoni che rappresenta, parole da ascoltare, gruppi di lettere e lettere mute.

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  1. L’alfabeto tedesco
  2. I gruppi di lettere
  3. La dieresi, la ß e le maiuscole
  4. Le lettere finali e la h muta

Il tedesco si scrive con l’alfabeto latino, come l’italiano, più quattro lettere proprie: ä, ö, ü e ß. La sua ortografia è molto regolare, quasi quanto quella italiana: imparato il valore di ogni lettera e di ogni gruppo di lettere, si può leggere ad alta voce quasi ogni parola, e una parola sentita si può di solito scrivere. Le difficoltà per un italiano sono altre: le vocali che l’italiano non ha (ü, ö), la distinzione tra vocali lunghe e brevi, le lettere che si pronunciano in modo diverso dall’italiano (z, s, h, v, w, ch, sch) e le consonanti finali.

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L’alfabeto tedesco

L’alfabeto tedesco ha ventisei lettere: le ventuno dell’alfabeto italiano più j, k, w, x e y, che in tedesco sono lettere comuni. Le vocali si chiamano con il loro suono, allungato, come in italiano. Molte consonanti hanno invece un nome diverso: dove l’italiano dice «bi», «di», «pi» e «ti», il tedesco dice «be», «de», «pe» e «te». Le lettere che si confondono più facilmente nello spelling sono la g («ghe»), la h («ha»), la j («iot»), la v («fau»), la w («ve») e la z («tset»).

Il nome delle lettere serve a fare lo spelling di una parola a voce: il proprio cognome o l’indirizzo al telefono, per esempio.

LetteraNomeSuoniEsempiIndicazione
A aA /aː//aː/ · /a/Tag Mannlunga, una «a» italiana allungata (Tag); breve, la stessa «a», corta (Mann)
«a», come in italiano, ma lunga
Ä äÄ /ɛː/una «e» aperta, come in «bello», ma lungaordinata come a
B bBe /beː//b/Ball«be», mai «bi»
C cCe /tseː//k/ · /ts/Café Celsiussolo nelle parole prese da altre lingue: come «k» davanti ad a, o, u (Café), come «ts» davanti a e, i (Celsius); mai come la c di «cena»
«tse», mai «ci»
D dDe /deː//d/du«de», mai «di»
E eE /eː//eː/ · /ɛ/ · /ə/Leben Bett bittelunga, una «e» chiusa e allungata, come in «sera» (Leben); breve, una «e» aperta, come in «bello» (Bett); non accentata, una vocale breve e debole, tra «e» e «a» (bitte)
«e», chiusa e lunga, come in «sera»
F fEf /ɛf//f/Fisch
G gGe /ɡeː//ɡ/Gartensempre dura, come in «gatto», anche davanti a e e i (gehen); mai come in «gelato»
«ghe», con la g dura di «gatto», mai «gi»
H hHa /haː//h/Hund«ha», con la h aspirata, mai «acca»
I iI /iː//iː/ · /ɪ/Kino Kindlunga, una «i» allungata (Kino); breve, una «i» più aperta, vicina alla «e» (Kind)
«i», come in italiano, ma lunga
J jJot /jɔt//j/Jahrcome la «i» di «ieri»; mai come la g di «gelato»
«iot», con la i di «ieri» e la o aperta di «notte»; mai «i lunga»
K kKa /kaː//k/Kopf«ka», mai «cappa»
L lEl /ɛl//l/Lampe
M mEm /ɛm//m/Mann
N nEn /ɛn//n/Name
O oO /oː//oː/ · /ɔ/Rose Kopflunga, una «o» chiusa e allungata, come in «sole» (Rose); breve, una «o» aperta, come in «notte» (Kopf)
«o», chiusa e lunga, come in «sole»
Ö öÖ /øː/una «e» chiusa con le labbra arrotondate come per «o»ordinata come o
P pPe /peː//p/Post«pe», mai «pi»
Q qKu /kuː//k/Quallesempre seguita da u, e qu si pronuncia «kv»
«ku», come in italiano, con la u lunga
R rEr /ɛr//r/ · /ɐ/Rose Uhrdi solito si pronuncia in fondo alla gola, come la r francese, senza far vibrare la punta della lingua (Rose); una r simile a quella italiana si sente solo in alcune varietà del sud; dopo una vocale lunga in fine di sillaba, una vocale leggera, vicina alla «a» (Uhr)
«er», con la r tedesca, pronunciata in fondo alla gola
S sEs /ɛs//z/ · /s/Sonne Busdavanti a una vocale, una s sonora, come in «sbaglio», anche all’inizio della parola (Sonne); in fine di parola, come la s di «sole» (Bus)
ßEszett /ɛsˈtsɛt/«es-tset»ordinata come s
T tTe /teː//t/Tisch«te», mai «ti»
U uU /uː//uː/ · /ʊ/du Hundlunga, una «u» allungata (du); breve, una «u» più aperta, vicina alla «o» (Hund)
«u», come in italiano, ma lunga
Ü üÜ /yː/una «i» con le labbra arrotondate come per «u»ordinata come u
V vVau /faʊ//f/ · /v/Vater Vasenelle parole tedesche, come una f (Vater); in alcune parole prese da altre lingue, come la v italiana (Vase)
«fau», una f seguita da «au»; mai «vu»
W wWe /veː//v/Wassercome la v italiana; mai come la «u» di «uomo»
«ve», con la v italiana; mai «doppia vu»
X xIx /ɪks//ks/Taxi«iks», con una i breve e aperta
Y yYpsilon /ˈʏpsilɔn//yː/Typcome la ü (Typ)
«ÜP-si-lon», con una ü breve
Z zZett /tsɛt//ts/Zeit«ts», come la z di «grazie» o di «pizza», anche all’inizio della parola; mai come la z di «zero»
«tset», mai «zeta»

Lo spelling. Per fare lo spelling di una parola si usano questi nomi: lo spelling di Hund è «ha – u – en – de». Una lettera doppia si indica con Doppel- seguito dalla lettera (Doppel-s), e una maiuscola con groß seguito dalla lettera (großes B). Le lettere con i due puntini si chiamano a-Umlaut, o-Umlaut e u-Umlaut, o semplicemente con il loro suono; la ß si chiama Eszett o scharfes S.

L’ordine alfabetico. Nei dizionari, ä, ö e ü si ordinano insieme ad a, o e u (Äpfel si trova tra le parole in ap-), e la ß si ordina come ss.

Da ricordare

Nello spelling tedesco, «ve» è la w e la v si chiama «fau». La j si chiama «iot», la z «tset» e la h «ha». Sono le lettere che si confondono più spesso quando si fa lo spelling di un cognome o di un indirizzo.

Molte consonanti si pronunciano come in italiano: b, d, f, k, l, m, n, p, t e x. Ognuna delle vocali a, e, i, o e u ha un suono lungo e uno breve. In italiano la lunghezza di una vocale non cambia il significato della parola; in tedesco sì, e una vocale lunga si tiene chiaramente più a lungo.

Vocali lunghe e brevi

Una vocale è breve davanti a una consonante doppia (Mann, Bett) e, in genere, davanti a due consonanti (Kind). Davanti a una sola consonante è spesso lunga (Tag, Name). Sono lunghe una vocale doppia (Haar, Tee), una vocale seguita da h (sehr, Uhr) e il gruppo ie (Liebe).

Le consonanti doppie

In tedesco una consonante doppia si pronuncia come una consonante semplice: la nn di Mann e la tt di Bett non si allungano come in «panna» o in «tetto». La doppia indica soltanto che la vocale che la precede è breve.

L’accento. La maggior parte delle parole tedesche ha l’accento sulla prima sillaba (Garten, Lampe, Wasser). Le parole che cominciano con be-, ge- o ver- hanno l’accento dopo il prefisso (bequem), e molte parole prese da altre lingue lo hanno su una sillaba successiva (Theater, Nation). Il tedesco non segna mai l’accento con un accento grafico.

Differenza con l’italiano

Le consonanti b, d, f, k, l, m, n, p e t sono simili a quelle italiane. Sono nuove per un italiano la h all’inizio della parola, che si pronuncia come un soffio leggero, la w, che si pronuncia come la v italiana, la v, che di solito si pronuncia come una f, la z, sempre «ts», e la s davanti a vocale, sonora anche all’inizio della parola.

Errori frequenti

  • [ˈwasɐ] → [ˈvasɐ]Wasser comincia con il suono della v italiana: la w tedesca non è mai la «u» di «uomo».
  • [ˈvaːtɐ] → [ˈfaːtɐ]In Vater, la v si pronuncia come una f.
  • [dzaɪt] → [tsaɪt]Zeit comincia con «ts», come la z di «grazie», mai come la z di «zero».
  • [ʊnt] → [hʊnt]In Hund, la h si pronuncia: un soffio leggero, che in italiano non esiste.
  • [ˈsɔnə] → [ˈzɔnə]Sonne comincia con una s sonora, come in «sbaglio».

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I gruppi di lettere

Spesso più lettere si leggono insieme come un solo suono. I gruppi ei e ie sono la trappola più frequente per un italiano: ei si pronuncia «ai», e in ie si sente solo una «i» lunga. Anche i gruppi ch e sch si leggono in modo diverso dall’italiano.

GrafiaSuoniEsempiIndicazione
au/aʊ/Hauscome «au» in «auto»
ei/aɪ/meincome «ai» in «mai», mai come «ei» in «lei»
ai/aɪ/Maicome ei: «ai», come in «mai»
eu/ɔʏ/heutecome «oi» in «poi», mai «e-u»
äu/ɔʏ/Häusercome eu: «oi», come in «poi»
ie/iː/Liebeuna «i» lunga: la e non si pronuncia, mai come «ie» in «ieri»
aa/aː/Haaruna a lunga
ee/eː/Teeuna e lunga e chiusa, mai «e-e»
oo/oː/Bootuna o lunga e chiusa, mai «o-o»
ch/x/ · /ç/ · /k/ · /ʃ/Buch ich Chor Chefdopo a, o, u e au, un soffio rauco in fondo alla gola (Buch); negli altri casi, un soffio leggero, con la lingua come per dire «i» (ich); «k» o come la sch tedesca in alcune parole prese da altre lingue (Chor, Chef); mai come «ch» in «chiave»
chs/ks/sechs«ks», come la x di «taxi»
ck/k/dick
sch/ʃ/Schulecome «sc» in «scena», mai come «sch» in «scherzo»
sp-/ʃ/Spielall’inizio di una parola o di una parte di parola, la s si pronuncia come «sc» in «scena», seguita dalla p
st-/ʃ/Straßeall’inizio di una parola o di una parte di parola, la s si pronuncia come «sc» in «scena», seguita dalla t
ss/s/Wassersempre come la s di «sole», mai sonora, e senza allungarsi come in «rosso»
tz/ts/Katze«ts», come la z di «grazie»
ng/ŋ/singencome la n di «fango», ma senza la g dopo
nk/ŋk/Bank
pf/pf/Apfelsi pronunciano tutte e due le lettere, la p e la f di seguito
ph/f/Alphabet
qu/kv/bequem«kv»: la u si pronuncia come la v italiana, mai come in «quando»
th/t/Theatercome la t
dt/t/Stadtcome la t
-tion/tsioːn/Nation«tsion», come «-zione» ma senza la e finale, con l’accento su questa sillaba
  • meinmio
  • Liebeamore
  • Weinvino
  • WienVienna
  • Spielgioco
  • Straßestrada

Da ricordare

In ei si sente «ai»; in ie, solo una «i» lunga. Così si distinguono Wein («vino») e Wien («Vienna»).

Errori frequenti

  • [ˈskuːlə] → [ˈʃuːlə]In Schule, sch si pronuncia come «sc» in «scena», mai come in «scherzo».
  • [ˈliɛbə] → [ˈliːbə]In Liebe, la e di ie non si pronuncia: si sente solo una «i» lunga.
  • [buːk] → [buːx]In Buch, ch è un soffio rauco in fondo alla gola, mai la «k» di «chiave».

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La dieresi, la ß e le maiuscole

I due puntini su ä, ö e ü si chiamano Umlaut. Cambiano il suono della vocale, e una parola con i puntini è spesso un’altra parola rispetto alla stessa parola senza puntini. Quando queste lettere non sono disponibili, si scrive ae, oe e ue, e alcuni nomi conservano questa grafia (Goethe). La lettera ß si usa in Germania e in Austria; in Svizzera si scrive invece ss.

GrafiaSuoniEsempiIndicazione
ä/ɛː/ · /ɛ/Käse Äpfellunga, una «e» aperta e allungata (Käse); breve, una «e» aperta, come in «bello» (Äpfel)
ö/øː/ · /œ/schön öffnenlunga, una «e» chiusa con le labbra arrotondate come per «o» (schön); breve, una «e» aperta con le labbra arrotondate (öffnen)
ü/yː/ · /ʏ/müde fünflunga, una «i» con le labbra arrotondate come per «u», come la u francese (müde); breve, lo stesso suono, più corto e più aperto (fünf)
ß/s/Straßecome la s di «sole»; si scrive dopo una vocale lunga o un dittongo (Straße, heißen), mentre dopo una vocale breve si scrive ss (Wasser)

Le maiuscole. In tedesco tutti i nomi si scrivono con la maiuscola, in qualsiasi punto della frase: Ich trinke Wasser. Anche il pronome di cortesia Sie, le sue forme (Ihnen) e il possessivo Ihr si scrivono con la maiuscola. Il tedesco non ha accenti grafici propri: si trovano solo in parole prese da altre lingue (Café). Le virgolette si aprono in basso e si chiudono in alto: „Guten Tag!“

Errori frequenti

  • Das Haus ist schon. → Das Haus ist schön.Senza i puntini, schon è un’altra parola, che significa «già».
  • Ich trinke wasser. → Ich trinke Wasser.Un nome si scrive con la maiuscola.
  • Strasse → StraßeIn Germania e in Austria, dopo una vocale lunga o un dittongo si scrive ß.

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Le lettere finali e la h muta

Come l’italiano, il tedesco pronuncia la vocale finale della parola; ma la e finale è una vocale debole, alcune consonanti finali hanno un altro suono e la h dopo una vocale non si pronuncia. Molte parole tedesche finiscono in consonante: la consonante finale si pronuncia chiaramente, senza aggiungere una vocale dopo.

GrafiaSuoniEsempiIndicazione
hmuta · /h/sehr Hausdopo una vocale, non si pronuncia e allunga la vocale (sehr); all’inizio della parola, un soffio leggero, che in italiano non esiste (Haus)
-e/ə/Namesi pronuncia sempre, come una vocale breve e debole, tra «e» e «a»: Name ha due sillabe
-er/ɐ/Vatersenza r: una vocale breve e aperta, vicina alla «a» (Vater)
-b/p/gelbcome la p (gelb)
-d/t/Hundcome la t (Hund)
-g/k/Tagcome la k (Tag)
-ig/ɪç/Königcome in ich (König); nella Germania del sud, in Austria e in Svizzera si sente anche «ik»
-s/s/Hauscome la s di «sole», mai sonora

Le consonanti finali

In fine di parola o di parte di parola, b, d e g si pronunciano «p», «t» e «k» (per -ig, vedi sopra). Davanti a una desinenza che comincia per vocale, si pronunciano come si scrivono: Hunde, Tage, Könige.

Differenza con l’italiano

In italiano le poche parole che finiscono in d la pronunciano come una d (sud). In tedesco una d finale si pronuncia come una t: Rad («ruota») e Rat («consiglio») suonano uguali. Anche la e finale suona diversa: non è la «e» piena dell’italiano, ma una vocale debole.

  • Namenome
  • Hundcane
  • Taggiorno
  • Königre
  • Vaterpadre