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Lo spagnolo si scrive con l’alfabeto latino più una lettera propria, la ñ: il suo alfabeto conta ventisette lettere. Molto è come in italiano: le cinque vocali, che si pronunciano sempre e chiaramente; una scrittura molto regolare, in cui ogni parola si legge come è scritta; un accento della voce che può cadere su sillabe diverse e che distingue le parole. Le novità per un italiano sono altre: la jota, un suono raschiato in fondo alla gola che si scrive j, e g davanti a e e i; la c davanti a e e i e la z, che in Spagna si dicono con la lingua tra i denti, come il th inglese di think, e in America Latina come una s; ll e y; ch, che si legge come la c di cena; la h, sempre muta; la b e la v, che hanno lo stesso suono; la r semplice e la rr; l’accento scritto, che si mette su molte più parole che in italiano; i punti interrogativi ed esclamativi capovolti, ¿ e ¡, che aprono la frase. Infine, le consonanti doppie italiane non esistono: lo spagnolo scrive due lettere uguali solo in cc, rr, ll e nn.
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L’alfabeto spagnolo
L’alfabeto spagnolo segue l’ordine di quello italiano, con j, k, w, x e y al loro posto; la ñ si mette subito dopo la n: nel dizionario, año viene dopo tutte le parole in an-. Le vocali si chiamano con il loro suono, come in italiano. I nomi delle consonanti, invece, sono spesso diversi: b, d, p e t finiscono in « e » (« be », « de », « pe », « te »), mai in « i »; f, l, m, n e s si dicono con una consonante sola (« efe », « ele », « eme », « ene », « ese »), mai « effe », « elle » o « esse ». I nomi che ingannano di più un italiano quando fa lo spelling sono quelli della c, della g, della j, della h (« acce »), della v (« uve »), della y (« ye ») e della z (« zeta », ma con la lingua tra i denti). I gruppi ch e ll sono stati contati come lettere fino al 2010; oggi non lo sono più, ma si sentono ancora i loro vecchi nomi, « che » ed « elle ».
Il nome delle lettere serve a fare lo spelling di una parola a voce: il proprio cognome o l’indirizzo al telefono, per esempio.
| Lettera | Nome | Suoni | Esempi | Indicazione |
|---|---|---|---|---|
| A a | a /a/ | /a/ | casa | come la a italiana (casa) « a », come in italiano |
| B b | be /be/ | /b/ | bueno | come la b italiana a inizio di parola e dopo m o n (bueno); tra due vocali più morbida, con le labbra che quasi non si toccano; lo stesso suono della v « be », mai « bi »; in America Latina si precisa spesso « be larga » o « be alta » per distinguerla dalla v |
| C c | ce /θe/ | /k/ · /θ/ | casa cena | « k » davanti ad a, o, u e davanti a consonante, come in italiano (casa); davanti a e e i, con la lingua tra i denti, come il th inglese di think, in Spagna, « s » in America Latina (cena); mai la c dell’italiano cena « the », con la lingua tra i denti come nell’inglese think, in Spagna; « se » in America Latina; mai « ci » |
| D d | de /de/ | /d/ | día | come la d italiana a inizio di parola e dopo n o l (día); tra due vocali e in fine di parola più morbida, con la lingua che sfiora i denti, come il th inglese di this « de », mai « di » |
| E e | e /e/ | /e/ | mesa | sempre pronunciata, a metà strada tra la e chiusa di vero e la e aperta di bello (mesa) « e », come in italiano |
| F f | efe /ˈefe/ | /f/ | familia | « efe », con una f sola, mai « effe » |
| G g | ge /xe/ | /ɡ/ · /x/ | gato gente | dura, come in gatto, davanti ad a, o, u e davanti a consonante (gato); davanti a e e i, il suono raschiato della jota (gente); mai la g di gelato « khe », con il suono raschiato della jota; mai « gi » |
| H h | hache /ˈatʃe/ | muta | ahora | non si pronuncia mai, come in italiano (ahora) « acce », con la c di cena; la lettera stessa non si pronuncia mai |
| I i | i /i/ | /i/ · /j/ | si bien | come la i italiana (sí); davanti a un’altra vocale, come la i di ieri (bien) « i », come in italiano; si dice anche i latina per distinguerla dalla y |
| J j | jota /ˈxota/ | /x/ | jamón | un soffio raschiato in fondo alla gola, come il ch tedesco di Bach (jamón); nei Caraibi e in America centrale un semplice soffio, come la h inglese di house; mai la g di giorno « khota », con un suono raschiato in fondo alla gola; mai « i lunga » |
| K k | ka /ka/ | /k/ | kilo | « k », in poche parole prese da altre lingue (kilo) « ka », mai « cappa »; lettera di poche parole prese da altre lingue |
| L l | ele /ˈele/ | /l/ | luna | « ele », con una l sola; « elle » è il vecchio nome di ll |
| M m | eme /ˈeme/ | /m/ | madre | « eme », con una m sola, mai « emme » |
| N n | ene /ˈene/ | /n/ | no | come la n italiana (no) « ene », con una n sola, mai « enne » |
| Ñ ñ | eñe /ˈeɲe/ | « egne », con la gn di gnocchi; una lettera a sé, dopo la n | ||
| O o | o /o/ | /o/ | ocho | sempre pronunciata, a metà strada tra la o chiusa di sole e la o aperta di porta (ocho) « o », come in italiano |
| P p | pe /pe/ | /p/ | padre | « pe », mai « pi » |
| Q q | cu /ku/ | /k/ | queso | sempre seguita da una u muta; qu si legge « k » (queso); mai « kw » come in quando « cu », come in italiano |
| R r | erre /ˈere/ | /ɾ/ · /r/ | pero rosa | tra due vocali e dopo una consonante della stessa sillaba, un solo colpo di lingua, come in caro (pero); a inizio di parola e dopo n, l o s, vibrata con più colpi, come la rr di terra (rosa) « erre », come in italiano, con la r vibrata |
| S s | ese /ˈese/ | /s/ | sí | sempre la s sorda di sole, anche tra due vocali (sí); mai la s sonora di rosa « ese », con una s sola, mai « esse » |
| T t | te /te/ | /t/ | todo | « te », mai « ti » |
| U u | u /u/ | /u/ · /w/ | luna bueno | come la u italiana (luna); davanti a un’altra vocale, come la u di uomo (bueno) « u », come in italiano |
| V v | uve /ˈube/ | /b/ | vino | lo stesso suono della b (vino); mai la v italiana, con i denti sul labbro « uve »; in America Latina anche « ve », « ve corta » o « ve baja »; mai « vu » |
| W w | uve doble /ˈube ˈdoble/ | /w/ | web | come la u di uomo, in parole prese da altre lingue (web) « uve doble », cioè « doppia v »; anche « doble u » o « doble ve » |
| X x | equis /ˈekis/ | /ks/ | taxi | « ks » tra due vocali, come in italiano (taxi); con il suono della jota in México, Oaxaca e Texas « ekis », mai « ics » |
| Y y | ye /ʝe/ | /ʝ/ · /i/ | yo hoy | davanti a una vocale, come la i di ieri, un po’ più marcata (yo); in fine di parola (hoy) e nella congiunzione y (« e »), « i » « ye », con la i di ieri un po’ più marcata; il vecchio nome i griega (« i greca ») è ancora molto usato |
| Z z | zeta /ˈθeta/ | /θ/ | zapato | come la c davanti a e e i: con la lingua tra i denti in Spagna, « s » in America Latina (zapato); mai la z di zio o di zero « zeta », come in italiano, ma detta « theta », con la lingua tra i denti, in Spagna e « seta » in America Latina; mai con la z di zio |
Lo spelling. Per fare lo spelling di una parola si dice il nome di ogni lettera: alla domanda ¿Cómo se escribe? (« Come si scrive? ») si risponde per esempio G-I-L, « khe – i – ele ». La rr si dice doble erre (« doppia erre »); la ll si dice doble ele o elle. Una lettera accentata si annuncia con tilde: lo spelling di José è « khota – o – ese – e con tilde ». I nomi delle lettere sono femminili e prendono il plurale: la be, las erres, dos íes.
- ¿Cómo se escribe?Come si scrive?
- G-I-LG, I, L
- doble erredoppia erre
- con tildecon l’accento
Da ricordare
In spagnolo la lettera c si chiama « the », la g « khe », la j « khota », la h « acce », la v « uve », la y « ye » e la z « theta » (scritto zeta). Sono le lettere che si confondono più spesso quando si fa lo spelling di un cognome o di un indirizzo.
Le cinque vocali sono quelle dell’italiano e si pronunciano sempre, chiaramente, in qualunque posto della parola, accentate o no. Lo spagnolo, però, non distingue una e aperta da una e chiusa, né una o aperta da una o chiusa: ne ha una sola di ciascuna, a metà strada. Molte consonanti si pronunciano come in italiano: f, k, l, m, n, p e t. Si leggono in un altro modo soprattutto la c e la g davanti a e e i, la j, la z, la b e la v, la q e la s.
Differenza con l’italiano
Lo spagnolo non fa nessuna differenza di suono tra b e v: vino e bueno cominciano con lo stesso suono, una « b ». Distingue invece la s, sempre sorda, dal suono della z e della c davanti a e e i, che la Spagna del nord e del centro pronuncia con la lingua tra i denti; l’America Latina, le Canarie e una parte dell’Andalusia lo pronunciano « s », e questa pronuncia, il seseo, è corretta quanto l’altra. La s tra due vocali non diventa mai sonora, come succede nell’italiano del nord: casa si legge con la s di sole.
- casa / cenacasa / cena
- gato / gentegatto / gente
- bueno / vinobuono / vino
- pero / rosama / rosa
c, z, g e j
Davanti ad a, o, u e davanti a consonante, c si legge « k » e g si legge dura, come in italiano. Davanti a e e i, però, c si legge come la z, con la lingua tra i denti in Spagna, « s » in America Latina, e g si legge come la j, con il suono raschiato della jota: il suono dolce dell’italiano cena e gelato non c’è. La z si scrive quasi solo davanti ad a, o, u e in fine di parola; davanti a e e i si scrive c: lápiz, lápices. Per avere il suono « k » davanti a e e i si scrive qu (queso), dove l’italiano scrive ch; per avere la g dura si scrive gu (guitarra), dove l’italiano scrive gh.
Errori frequenti
[ˈtʃena]→ [ˈθena]In cena la c non si legge come in italiano: in Spagna si dice con la lingua tra i denti, in America Latina « s ».[ˈdʒente]→ [ˈxente]In gente la g si legge come una jota, mai come nell’italiano gente.[dʒaˈmon]→ [xaˈmon]jamón comincia con un suono raschiato in fondo alla gola.[ˈkaza]→ [ˈkasa]In casa la s tra due vocali resta la s sorda di sole.[ˈvino]→ [ˈbino]In vino la v si legge come una b.
Esercitati
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I gruppi di lettere
Alcuni suoni si scrivono con due lettere, e qui lo spagnolo usa spesso le stesse lettere dell’italiano con un altro valore. Il gruppo ch si legge come la c di cena, mai « k » come in chiesa. Il gruppo ll e la y davanti a vocale si pronunciano oggi quasi dappertutto nello stesso modo, all’incirca come la i di ieri. Il gruppo rr indica la r vibrata tra due vocali. In qu e gu davanti a e e i, la u non si pronuncia. ge e gi, ce e ci non hanno mai il suono dolce dell’italiano. Due vocali di seguito si pronunciano tutte e due, come in italiano: ei come in sei, eu come in euro.
| Grafia | Suoni | Esempi | Indicazione |
|---|---|---|---|
| ch | /tʃ/ | chico | come la c di cena o di ciao (chico); mai « k » come in chiesa |
| ll | /ʝ/ | llamar | all’incirca come la i di ieri, un po’ più marcata (llamar); in Argentina e in Uruguay come la sc di scena o la j francese di jour; mai « l », e quasi mai la gl di figlio, che sopravvive solo in alcune regioni |
| rr | /r/ | perro | una r vibrata con più colpi di lingua, come la rr di terra (perro) |
| qu | /k/ | queso | « k », davanti a e e i; la u non si pronuncia (queso); mai « kw » come in questo |
| gu | /ɡ/ | guitarra | la g dura di gatto, davanti a e e i; la u non si pronuncia (guitarra); è la gh dell’italiano ghiro |
| ge | /x/ | gente | « khe », con il suono raschiato della jota (gente); mai la ge di gelato |
| gi | /x/ | página | « khi », con il suono raschiato della jota (página); mai la gi di giro |
| ce | /θ/ | cena | « the », con la lingua tra i denti, in Spagna; « se » in America Latina (cena); mai la ce dell’italiano cena |
| ci | /θ/ | cinco | « thi », con la lingua tra i denti, in Spagna; « si » in America Latina (cinco); mai la ci di cinque |
| an | /an/ | pan | come in italiano, una a seguita da una n pronunciata (pan) |
| en | /en/ | bien | come in italiano, una e seguita da una n pronunciata (bien) |
| on | /on/ | con | come in italiano, una o seguita da una n pronunciata (con) |
| ei | /ei/ | seis | « e » e poi « i », nella stessa sillaba, come nell’italiano sei (seis) |
| eu | /eu/ | euro | « e » e poi « u », nella stessa sillaba, come nell’italiano euro (euro) |
- chicoragazzo
- llamarchiamare
- perrocane
- quesoformaggio
- guitarrachitarra
- seissei
- panpane
Una r o due
Tra due vocali, r è un solo colpo di lingua, come nell’italiano caro, e rr una r vibrata con più colpi, come in carro; la differenza distingue le parole: pero (« ma ») e perro (« cane »). La rr si scrive solo tra due vocali: a inizio di parola e dopo n, l o s, una sola r si legge già vibrata (rosa, Enrique).
Niente doppie
Lo spagnolo non ha le consonanti doppie dell’italiano: dove l’italiano scrive e allunga due consonanti uguali, lo spagnolo ne scrive e ne pronuncia una sola: posible (« possibile »), gato (« gatto »), mamá (« mamma »), tren (« treno »). Due lettere uguali di seguito si trovano solo in quattro casi: rr e ll, che sono un suono solo, cc, che si legge « k » più il suono della c davanti a i (acción, « azione »), e nn, rara, in parole come innovar.
Da ricordare
ch si legge come la c di cena, ll all’incirca come la i di ieri; in queso e guitarra la u non si pronuncia; ge, gi, ce e ci non hanno mai il suono dolce dell’italiano.
Errori frequenti
[ˈkiko]→ [ˈtʃiko]In chico, ch si legge come la c di cena, mai « k » come in chiesa.[laˈmaɾ]→ [ʝaˈmaɾ]In llamar, ll non si legge come una l: si dice all’incirca come la i di ieri.[ˈpeɾo]→ [ˈpero]Per dire « cane », la rr di perro è vibrata; pero, con un solo colpo di lingua, vuol dire « ma ».[ˈkweso]→ [ˈkeso]In queso la u non si pronuncia.possible→ posibleIn spagnolo la s non si raddoppia: posible si scrive e si pronuncia con una s sola.
Esercitati
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L’accento della voce e gli accenti scritti
Come in italiano, ogni parola spagnola ha la sua sillaba accentata, pronunciata con più forza delle altre, e il suo posto può distinguere due parole: caso (« caso ») e casó (« sposò »). Ma l’italiano scrive l’accento quasi solo sull’ultima sillaba (città, perché); lo spagnolo lo scrive su tutte le parole che si allontanano da una regola semplice, anche sulle piane e sulle sdrucciole. L’accento scritto è sempre acuto e non cambia mai il suono della vocale: é si pronuncia come e, ó come o.
Dove cade l’accento
Una parola che finisce per vocale, per n o per s è piana, accentata sulla penultima sillaba: casa, hablan, libros. Una parola che finisce per un’altra consonante è tronca, accentata sull’ultima sillaba: hablar, español, usted, reloj. Una parola accentata altrove porta l’accento scritto sulla vocale accentata: café, también, adiós (ultima sillaba), árbol, lápiz (penultima), música, teléfono (terzultima; le sdrucciole hanno sempre l’accento scritto, a differenza dell’italiano musica).
| Grafia | Suoni | Esempi | Indicazione |
|---|---|---|---|
| á | /a/ | árbol | a accentata, dove la regola non lo prevede (árbol); sempre accento acuto, mai la à italiana |
| é | /e/ | café | e accentata; stesso suono della e: l’accento indica solo la sillaba accentata, mai una e chiusa come in perché (café) |
| í | /i/ | aquí | i accentata (aquí); su una i vicina a un’altra vocale, separa le due vocali in due sillabe (día) |
| ó | /o/ | adiós | o accentata; stesso suono della o (adiós) |
| ú | /u/ | música | u accentata (música) |
| ü | /w/ | pingüino | la dieresi, sulla u di güe e güi: la u allora si pronuncia, come in guerra (pingüino) |
| ñ | /ɲ/ | niño | come la gn di gnocchi (niño); mai « n » seguita da « i » |
L’accento che distingue due parole
Come l’italiano scrive sì e si, è ed e, alcune parole spagnole di una sillaba prendono l’accento per distinguersi da un’altra parola: tú (« tu ») e tu (« tuo »), él (« lui ») ed el (« il »), sí (« sì ») e si (« se »), mí (« me ») e mi (« mio »), té (« tè ») e te (« ti »), sé (« so ») e se (pronome). Le parole interrogative ed esclamative hanno sempre l’accento scritto: qué, cómo, dónde, cuándo, quién.
Differenza con l’italiano
In italiano l’accento scritto distingue anche una e chiusa (perché) da una e aperta (caffè); in spagnolo indica solo dove cade l’accento della voce, e non esiste l’accento grave. L’accento scritto si conserva sulle maiuscole: Ángel, ÁFRICA. La ñ non è una n accentata, ma una lettera a sé, che viene dopo la n.
- casacasa
- hablarparlare
- cafécaffè
- árbolalbero
- músicamusica
I punti interrogativi ed esclamativi. Una domanda si apre con ¿ e si chiude con ?; un’esclamazione si apre con ¡ e si chiude con !. I due segni sono obbligatori e racchiudono esattamente la domanda o l’esclamazione, che può cominciare a metà della frase: Pedro, ¿dónde estás? Come in italiano, non si mette nessuno spazio prima del segno di chiusura, e nessun punto lo segue.
- ¿Hablas español?Parli spagnolo?
- ¡Hola!Ciao!
- Pedro, ¿dónde estás?Pedro, dove sei?
Errori frequenti
Hablas español?→ ¿Hablas español?Una domanda si apre sempre con ¿.musica→ músicamúsica è sdrucciola: l’accento scritto è obbligatorio.Tu eres español.→ Tú eres español.Il pronome tú (« tu ») ha l’accento; senza accento, tu vuol dire « tuo ».
Le maiuscole. Come in italiano, la maiuscola segna l’inizio della frase e i nomi propri; i giorni, i mesi e gli aggettivi di nazionalità si scrivono con la minuscola: lunes, enero, español. In una parola che comincia con ch o ll, solo la prima lettera è maiuscola: Chile, Llorente.
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La h muta e la fine delle parole
In italiano quasi tutte le parole finiscono per vocale; in spagnolo molte finiscono per consonante, e tutte le lettere finali si pronunciano, senza aggiungere una vocale dopo: la e (noche), la s (dos), la n (pan), la l (español), la r (hablar), la z (lápiz). Solo la d finale si indebolisce. L’unica lettera muta è la h, come in italiano, insieme alla u di qu e di gu davanti a e e i.
| Grafia | Suoni | Esempi | Indicazione |
|---|---|---|---|
| h | muta | hola | non si pronuncia mai, né a inizio di parola (hola), né tra due vocali: ahora si legge « a-ora » |
| -e | /e/ | noche | la e finale si pronuncia sempre, come in italiano (noche) |
| -s | /s/ | dos | la s finale si pronuncia sempre, con la s sorda di sole (dos); segna il plurale, nella scrittura come nella pronuncia |
| -d | /ð/ | usted | la d finale si pronuncia molto morbida, con la lingua che sfiora i denti, e in molte regioni sparisce (usted); mai una « d » marcata seguita da una vocale |
Differenza con l’italiano
L’italiano forma il plurale cambiando la vocale finale (libro, libri); lo spagnolo aggiunge una s, che si sente sempre ed è spesso l’unica differenza tra singolare e plurale: libro, libros. Una parola che finisce per consonante si chiude su quella consonante: usted, hablar e español non diventano mai « ustede », « ablare » o « espanole ».
- nochenotte
- dosdue
- ustedLei
- holaciao
Errori frequenti
[ˈnoke]→ [ˈnotʃe]In noche, ch si legge come la c di cena, mai « k ».[do]→ [dos]La s finale di dos si pronuncia sempre.[ˈhola]→ [ˈola]La h di hola non si pronuncia.
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In sintesi
| Si scrive | Si dice | Esempio |
|---|---|---|
| c, g davanti ad a, o, u | « k », g dura di gatto | casa, gato |
| ce, ci, z | lingua tra i denti (Spagna), « s » (America Latina) | cena, cinco, zapato |
| j, ge, gi | suono raschiato della jota | jamón, gente, página |
| qu, gu davanti a e, i | « k », g dura; u muta | queso, guitarra |
| güe, güi | « gue », « gui » come in guerra | pingüino |
| b, v | lo stesso suono, « b » | bueno, vino |
| r tra vocali | un solo colpo di lingua | pero |
| rr, r iniziale | r vibrata | perro, rosa |
| ll, y davanti a vocale | i di ieri | llamar, yo |
| ñ | gn di gnocchi | niño |
| ch | c di cena | chico |
| s | sempre la s sorda di sole | casa |
| consonanti doppie | una sola, tranne cc, rr, ll, nn | posible, acción |
| consonante finale | pronunciata, senza vocale dopo | dos, hablar, usted |
| h | muta | hola, ahora |
| á, é, í, ó, ú | sillaba accentata, stesso suono | café, árbol, música |
| ¿ … ?, ¡ … ! | aprono e chiudono la frase | ¿Hablas español? |