Kardamone
Insegnanti Crea un account

Indietro

L’alfabeto spagnolo e la sua pronuncia

L’alfabeto spagnolo lettera per lettera: il nome di ogni lettera, i suoni che rappresenta, parole da ascoltare, gruppi di lettere e lettere mute.

Leggi in: Deutsch · English · Français

Indice · 0
  1. L’alfabeto spagnolo
  2. I gruppi di lettere
  3. L’accento della voce e gli accenti scritti
  4. La h muta e la fine delle parole
  5. In sintesi

Lo spagnolo si scrive con l’alfabeto latino più una lettera propria, la ñ: il suo alfabeto conta ventisette lettere. Molto è come in italiano: le cinque vocali, che si pronunciano sempre e chiaramente; una scrittura molto regolare, in cui ogni parola si legge come è scritta; un accento della voce che può cadere su sillabe diverse e che distingue le parole. Le novità per un italiano sono altre: la jota, un suono raschiato in fondo alla gola che si scrive j, e g davanti a e e i; la c davanti a e e i e la z, che in Spagna si dicono con la lingua tra i denti, come il th inglese di think, e in America Latina come una s; ll e y; ch, che si legge come la c di cena; la h, sempre muta; la b e la v, che hanno lo stesso suono; la r semplice e la rr; l’accento scritto, che si mette su molte più parole che in italiano; i punti interrogativi ed esclamativi capovolti, ¿ e ¡, che aprono la frase. Infine, le consonanti doppie italiane non esistono: lo spagnolo scrive due lettere uguali solo in cc, rr, ll e nn.

0

L’alfabeto spagnolo

L’alfabeto spagnolo segue l’ordine di quello italiano, con j, k, w, x e y al loro posto; la ñ si mette subito dopo la n: nel dizionario, año viene dopo tutte le parole in an-. Le vocali si chiamano con il loro suono, come in italiano. I nomi delle consonanti, invece, sono spesso diversi: b, d, p e t finiscono in « e » (« be », « de », « pe », « te »), mai in « i »; f, l, m, n e s si dicono con una consonante sola (« efe », « ele », « eme », « ene », « ese »), mai « effe », « elle » o « esse ». I nomi che ingannano di più un italiano quando fa lo spelling sono quelli della c, della g, della j, della h (« acce »), della v (« uve »), della y (« ye ») e della z (« zeta », ma con la lingua tra i denti). I gruppi ch e ll sono stati contati come lettere fino al 2010; oggi non lo sono più, ma si sentono ancora i loro vecchi nomi, « che » ed « elle ».

Il nome delle lettere serve a fare lo spelling di una parola a voce: il proprio cognome o l’indirizzo al telefono, per esempio.

LetteraNomeSuoniEsempiIndicazione
A aa /a//a/casacome la a italiana (casa)
« a », come in italiano
B bbe /be//b/buenocome la b italiana a inizio di parola e dopo m o n (bueno); tra due vocali più morbida, con le labbra che quasi non si toccano; lo stesso suono della v
« be », mai « bi »; in America Latina si precisa spesso « be larga » o « be alta » per distinguerla dalla v
C cce /θe//k/ · /θ/casa cena« k » davanti ad a, o, u e davanti a consonante, come in italiano (casa); davanti a e e i, con la lingua tra i denti, come il th inglese di think, in Spagna, « s » in America Latina (cena); mai la c dell’italiano cena
« the », con la lingua tra i denti come nell’inglese think, in Spagna; « se » in America Latina; mai « ci »
D dde /de//d/díacome la d italiana a inizio di parola e dopo n o l (día); tra due vocali e in fine di parola più morbida, con la lingua che sfiora i denti, come il th inglese di this
« de », mai « di »
E ee /e//e/mesasempre pronunciata, a metà strada tra la e chiusa di vero e la e aperta di bello (mesa)
« e », come in italiano
F fefe /ˈefe//f/familia« efe », con una f sola, mai « effe »
G gge /xe//ɡ/ · /x/gato gentedura, come in gatto, davanti ad a, o, u e davanti a consonante (gato); davanti a e e i, il suono raschiato della jota (gente); mai la g di gelato
« khe », con il suono raschiato della jota; mai « gi »
H hhache /ˈatʃe/mutaahoranon si pronuncia mai, come in italiano (ahora)
« acce », con la c di cena; la lettera stessa non si pronuncia mai
I ii /i//i/ · /j/si biencome la i italiana (sí); davanti a un’altra vocale, come la i di ieri (bien)
« i », come in italiano; si dice anche i latina per distinguerla dalla y
J jjota /ˈxota//x/jamónun soffio raschiato in fondo alla gola, come il ch tedesco di Bach (jamón); nei Caraibi e in America centrale un semplice soffio, come la h inglese di house; mai la g di giorno
« khota », con un suono raschiato in fondo alla gola; mai « i lunga »
K kka /ka//k/kilo« k », in poche parole prese da altre lingue (kilo)
« ka », mai « cappa »; lettera di poche parole prese da altre lingue
L lele /ˈele//l/luna« ele », con una l sola; « elle » è il vecchio nome di ll
M meme /ˈeme//m/madre« eme », con una m sola, mai « emme »
N nene /ˈene//n/nocome la n italiana (no)
« ene », con una n sola, mai « enne »
Ñ ñeñe /ˈeɲe/« egne », con la gn di gnocchi; una lettera a sé, dopo la n
O oo /o//o/ochosempre pronunciata, a metà strada tra la o chiusa di sole e la o aperta di porta (ocho)
« o », come in italiano
P ppe /pe//p/padre« pe », mai « pi »
Q qcu /ku//k/quesosempre seguita da una u muta; qu si legge « k » (queso); mai « kw » come in quando
« cu », come in italiano
R rerre /ˈere//ɾ/ · /r/pero rosatra due vocali e dopo una consonante della stessa sillaba, un solo colpo di lingua, come in caro (pero); a inizio di parola e dopo n, l o s, vibrata con più colpi, come la rr di terra (rosa)
« erre », come in italiano, con la r vibrata
S sese /ˈese//s/sísempre la s sorda di sole, anche tra due vocali (sí); mai la s sonora di rosa
« ese », con una s sola, mai « esse »
T tte /te//t/todo« te », mai « ti »
U uu /u//u/ · /w/luna buenocome la u italiana (luna); davanti a un’altra vocale, come la u di uomo (bueno)
« u », come in italiano
V vuve /ˈube//b/vinolo stesso suono della b (vino); mai la v italiana, con i denti sul labbro
« uve »; in America Latina anche « ve », « ve corta » o « ve baja »; mai « vu »
W wuve doble /ˈube ˈdoble//w/webcome la u di uomo, in parole prese da altre lingue (web)
« uve doble », cioè « doppia v »; anche « doble u » o « doble ve »
X xequis /ˈekis//ks/taxi« ks » tra due vocali, come in italiano (taxi); con il suono della jota in México, Oaxaca e Texas
« ekis », mai « ics »
Y yye /ʝe//ʝ/ · /i/yo hoydavanti a una vocale, come la i di ieri, un po’ più marcata (yo); in fine di parola (hoy) e nella congiunzione y (« e »), « i »
« ye », con la i di ieri un po’ più marcata; il vecchio nome i griega (« i greca ») è ancora molto usato
Z zzeta /ˈθeta//θ/zapatocome la c davanti a e e i: con la lingua tra i denti in Spagna, « s » in America Latina (zapato); mai la z di zio o di zero
« zeta », come in italiano, ma detta « theta », con la lingua tra i denti, in Spagna e « seta » in America Latina; mai con la z di zio

Lo spelling. Per fare lo spelling di una parola si dice il nome di ogni lettera: alla domanda ¿Cómo se escribe? (« Come si scrive? ») si risponde per esempio G-I-L, « khe – i – ele ». La rr si dice doble erre (« doppia erre »); la ll si dice doble ele o elle. Una lettera accentata si annuncia con tilde: lo spelling di José è « khota – o – ese – e con tilde ». I nomi delle lettere sono femminili e prendono il plurale: la be, las erres, dos íes.

  • ¿Cómo se escribe?Come si scrive?
  • G-I-LG, I, L
  • doble erredoppia erre
  • con tildecon l’accento

Da ricordare

In spagnolo la lettera c si chiama « the », la g « khe », la j « khota », la h « acce », la v « uve », la y « ye » e la z « theta » (scritto zeta). Sono le lettere che si confondono più spesso quando si fa lo spelling di un cognome o di un indirizzo.

Le cinque vocali sono quelle dell’italiano e si pronunciano sempre, chiaramente, in qualunque posto della parola, accentate o no. Lo spagnolo, però, non distingue una e aperta da una e chiusa, né una o aperta da una o chiusa: ne ha una sola di ciascuna, a metà strada. Molte consonanti si pronunciano come in italiano: f, k, l, m, n, p e t. Si leggono in un altro modo soprattutto la c e la g davanti a e e i, la j, la z, la b e la v, la q e la s.

Differenza con l’italiano

Lo spagnolo non fa nessuna differenza di suono tra b e v: vino e bueno cominciano con lo stesso suono, una « b ». Distingue invece la s, sempre sorda, dal suono della z e della c davanti a e e i, che la Spagna del nord e del centro pronuncia con la lingua tra i denti; l’America Latina, le Canarie e una parte dell’Andalusia lo pronunciano « s », e questa pronuncia, il seseo, è corretta quanto l’altra. La s tra due vocali non diventa mai sonora, come succede nell’italiano del nord: casa si legge con la s di sole.

  • casa / cenacasa / cena
  • gato / gentegatto / gente
  • bueno / vinobuono / vino
  • pero / rosama / rosa

c, z, g e j

Davanti ad a, o, u e davanti a consonante, c si legge « k » e g si legge dura, come in italiano. Davanti a e e i, però, c si legge come la z, con la lingua tra i denti in Spagna, « s » in America Latina, e g si legge come la j, con il suono raschiato della jota: il suono dolce dell’italiano cena e gelato non c’è. La z si scrive quasi solo davanti ad a, o, u e in fine di parola; davanti a e e i si scrive c: lápiz, lápices. Per avere il suono « k » davanti a e e i si scrive qu (queso), dove l’italiano scrive ch; per avere la g dura si scrive gu (guitarra), dove l’italiano scrive gh.

Errori frequenti

  • [ˈtʃena] → [ˈθena]In cena la c non si legge come in italiano: in Spagna si dice con la lingua tra i denti, in America Latina « s ».
  • [ˈdʒente] → [ˈxente]In gente la g si legge come una jota, mai come nell’italiano gente.
  • [dʒaˈmon] → [xaˈmon]jamón comincia con un suono raschiato in fondo alla gola.
  • [ˈkaza] → [ˈkasa]In casa la s tra due vocali resta la s sorda di sole.
  • [ˈvino] → [ˈbino]In vino la v si legge come una b.

0

I gruppi di lettere

Alcuni suoni si scrivono con due lettere, e qui lo spagnolo usa spesso le stesse lettere dell’italiano con un altro valore. Il gruppo ch si legge come la c di cena, mai « k » come in chiesa. Il gruppo ll e la y davanti a vocale si pronunciano oggi quasi dappertutto nello stesso modo, all’incirca come la i di ieri. Il gruppo rr indica la r vibrata tra due vocali. In qu e gu davanti a e e i, la u non si pronuncia. ge e gi, ce e ci non hanno mai il suono dolce dell’italiano. Due vocali di seguito si pronunciano tutte e due, come in italiano: ei come in sei, eu come in euro.

GrafiaSuoniEsempiIndicazione
ch/tʃ/chicocome la c di cena o di ciao (chico); mai « k » come in chiesa
ll/ʝ/llamarall’incirca come la i di ieri, un po’ più marcata (llamar); in Argentina e in Uruguay come la sc di scena o la j francese di jour; mai « l », e quasi mai la gl di figlio, che sopravvive solo in alcune regioni
rr/r/perrouna r vibrata con più colpi di lingua, come la rr di terra (perro)
qu/k/queso« k », davanti a e e i; la u non si pronuncia (queso); mai « kw » come in questo
gu/ɡ/guitarrala g dura di gatto, davanti a e e i; la u non si pronuncia (guitarra); è la gh dell’italiano ghiro
ge/x/gente« khe », con il suono raschiato della jota (gente); mai la ge di gelato
gi/x/página« khi », con il suono raschiato della jota (página); mai la gi di giro
ce/θ/cena« the », con la lingua tra i denti, in Spagna; « se » in America Latina (cena); mai la ce dell’italiano cena
ci/θ/cinco« thi », con la lingua tra i denti, in Spagna; « si » in America Latina (cinco); mai la ci di cinque
an/an/pancome in italiano, una a seguita da una n pronunciata (pan)
en/en/biencome in italiano, una e seguita da una n pronunciata (bien)
on/on/concome in italiano, una o seguita da una n pronunciata (con)
ei/ei/seis« e » e poi « i », nella stessa sillaba, come nell’italiano sei (seis)
eu/eu/euro« e » e poi « u », nella stessa sillaba, come nell’italiano euro (euro)
  • chicoragazzo
  • llamarchiamare
  • perrocane
  • quesoformaggio
  • guitarrachitarra
  • seissei
  • panpane

Una r o due

Tra due vocali, r è un solo colpo di lingua, come nell’italiano caro, e rr una r vibrata con più colpi, come in carro; la differenza distingue le parole: pero (« ma ») e perro (« cane »). La rr si scrive solo tra due vocali: a inizio di parola e dopo n, l o s, una sola r si legge già vibrata (rosa, Enrique).

Niente doppie

Lo spagnolo non ha le consonanti doppie dell’italiano: dove l’italiano scrive e allunga due consonanti uguali, lo spagnolo ne scrive e ne pronuncia una sola: posible (« possibile »), gato (« gatto »), mamá (« mamma »), tren (« treno »). Due lettere uguali di seguito si trovano solo in quattro casi: rr e ll, che sono un suono solo, cc, che si legge « k » più il suono della c davanti a i (acción, « azione »), e nn, rara, in parole come innovar.

Da ricordare

ch si legge come la c di cena, ll all’incirca come la i di ieri; in queso e guitarra la u non si pronuncia; ge, gi, ce e ci non hanno mai il suono dolce dell’italiano.

Errori frequenti

  • [ˈkiko] → [ˈtʃiko]In chico, ch si legge come la c di cena, mai « k » come in chiesa.
  • [laˈmaɾ] → [ʝaˈmaɾ]In llamar, ll non si legge come una l: si dice all’incirca come la i di ieri.
  • [ˈpeɾo] → [ˈpero]Per dire « cane », la rr di perro è vibrata; pero, con un solo colpo di lingua, vuol dire « ma ».
  • [ˈkweso] → [ˈkeso]In queso la u non si pronuncia.
  • possible → posibleIn spagnolo la s non si raddoppia: posible si scrive e si pronuncia con una s sola.

0

L’accento della voce e gli accenti scritti

Come in italiano, ogni parola spagnola ha la sua sillaba accentata, pronunciata con più forza delle altre, e il suo posto può distinguere due parole: caso (« caso ») e casó (« sposò »). Ma l’italiano scrive l’accento quasi solo sull’ultima sillaba (città, perché); lo spagnolo lo scrive su tutte le parole che si allontanano da una regola semplice, anche sulle piane e sulle sdrucciole. L’accento scritto è sempre acuto e non cambia mai il suono della vocale: é si pronuncia come e, ó come o.

Dove cade l’accento

Una parola che finisce per vocale, per n o per s è piana, accentata sulla penultima sillaba: casa, hablan, libros. Una parola che finisce per un’altra consonante è tronca, accentata sull’ultima sillaba: hablar, español, usted, reloj. Una parola accentata altrove porta l’accento scritto sulla vocale accentata: café, también, adiós (ultima sillaba), árbol, lápiz (penultima), música, teléfono (terzultima; le sdrucciole hanno sempre l’accento scritto, a differenza dell’italiano musica).

GrafiaSuoniEsempiIndicazione
á/a/árbola accentata, dove la regola non lo prevede (árbol); sempre accento acuto, mai la à italiana
é/e/cafée accentata; stesso suono della e: l’accento indica solo la sillaba accentata, mai una e chiusa come in perché (café)
í/i/aquíi accentata (aquí); su una i vicina a un’altra vocale, separa le due vocali in due sillabe (día)
ó/o/adióso accentata; stesso suono della o (adiós)
ú/u/músicau accentata (música)
ü/w/pingüinola dieresi, sulla u di güe e güi: la u allora si pronuncia, come in guerra (pingüino)
ñ/ɲ/niñocome la gn di gnocchi (niño); mai « n » seguita da « i »

L’accento che distingue due parole

Come l’italiano scrive sì e si, è ed e, alcune parole spagnole di una sillaba prendono l’accento per distinguersi da un’altra parola: tú (« tu ») e tu (« tuo »), él (« lui ») ed el (« il »), sí (« sì ») e si (« se »), mí (« me ») e mi (« mio »), té (« tè ») e te (« ti »), sé (« so ») e se (pronome). Le parole interrogative ed esclamative hanno sempre l’accento scritto: qué, cómo, dónde, cuándo, quién.

Differenza con l’italiano

In italiano l’accento scritto distingue anche una e chiusa (perché) da una e aperta (caffè); in spagnolo indica solo dove cade l’accento della voce, e non esiste l’accento grave. L’accento scritto si conserva sulle maiuscole: Ángel, ÁFRICA. La ñ non è una n accentata, ma una lettera a sé, che viene dopo la n.

  • casacasa
  • hablarparlare
  • cafécaffè
  • árbolalbero
  • músicamusica

I punti interrogativi ed esclamativi. Una domanda si apre con ¿ e si chiude con ?; un’esclamazione si apre con ¡ e si chiude con !. I due segni sono obbligatori e racchiudono esattamente la domanda o l’esclamazione, che può cominciare a metà della frase: Pedro, ¿dónde estás? Come in italiano, non si mette nessuno spazio prima del segno di chiusura, e nessun punto lo segue.

  • ¿Hablas español?Parli spagnolo?
  • ¡Hola!Ciao!
  • Pedro, ¿dónde estás?Pedro, dove sei?

Errori frequenti

  • Hablas español? → ¿Hablas español?Una domanda si apre sempre con ¿.
  • musica → músicamúsica è sdrucciola: l’accento scritto è obbligatorio.
  • Tu eres español. → Tú eres español.Il pronome tú (« tu ») ha l’accento; senza accento, tu vuol dire « tuo ».

Le maiuscole. Come in italiano, la maiuscola segna l’inizio della frase e i nomi propri; i giorni, i mesi e gli aggettivi di nazionalità si scrivono con la minuscola: lunes, enero, español. In una parola che comincia con ch o ll, solo la prima lettera è maiuscola: Chile, Llorente.

0

La h muta e la fine delle parole

In italiano quasi tutte le parole finiscono per vocale; in spagnolo molte finiscono per consonante, e tutte le lettere finali si pronunciano, senza aggiungere una vocale dopo: la e (noche), la s (dos), la n (pan), la l (español), la r (hablar), la z (lápiz). Solo la d finale si indebolisce. L’unica lettera muta è la h, come in italiano, insieme alla u di qu e di gu davanti a e e i.

GrafiaSuoniEsempiIndicazione
hmutaholanon si pronuncia mai, né a inizio di parola (hola), né tra due vocali: ahora si legge « a-ora »
-e/e/nochela e finale si pronuncia sempre, come in italiano (noche)
-s/s/dosla s finale si pronuncia sempre, con la s sorda di sole (dos); segna il plurale, nella scrittura come nella pronuncia
-d/ð/ustedla d finale si pronuncia molto morbida, con la lingua che sfiora i denti, e in molte regioni sparisce (usted); mai una « d » marcata seguita da una vocale

Differenza con l’italiano

L’italiano forma il plurale cambiando la vocale finale (libro, libri); lo spagnolo aggiunge una s, che si sente sempre ed è spesso l’unica differenza tra singolare e plurale: libro, libros. Una parola che finisce per consonante si chiude su quella consonante: usted, hablar e español non diventano mai « ustede », « ablare » o « espanole ».

  • nochenotte
  • dosdue
  • ustedLei
  • holaciao

Errori frequenti

  • [ˈnoke] → [ˈnotʃe]In noche, ch si legge come la c di cena, mai « k ».
  • [do] → [dos]La s finale di dos si pronuncia sempre.
  • [ˈhola] → [ˈola]La h di hola non si pronuncia.

0

In sintesi

Si scriveSi diceEsempio
c, g davanti ad a, o, u« k », g dura di gattocasa, gato
ce, ci, zlingua tra i denti (Spagna), « s » (America Latina)cena, cinco, zapato
j, ge, gisuono raschiato della jotajamón, gente, página
qu, gu davanti a e, i« k », g dura; u mutaqueso, guitarra
güe, güi« gue », « gui » come in guerrapingüino
b, vlo stesso suono, « b »bueno, vino
r tra vocaliun solo colpo di linguapero
rr, r inizialer vibrataperro, rosa
ll, y davanti a vocalei di ierillamar, yo
ñgn di gnocchiniño
chc di cenachico
ssempre la s sorda di solecasa
consonanti doppieuna sola, tranne cc, rr, ll, nnposible, acción
consonante finalepronunciata, senza vocale dopodos, hablar, usted
hmutahola, ahora
á, é, í, ó, úsillaba accentata, stesso suonocafé, árbol, música
¿ … ?, ¡ … !aprono e chiudono la frase¿Hablas español?