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Grammatica spagnola A2: elementare

Il presente

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Indice · A2
  1. Il presente
    1. Il presente dei verbi irregolari: pienso, puedo, pido, salgo, conozco
    2. I verbi riflessivi e il corpo: me acuesto, me lavo las manos
  2. Le perifrasi verbali
  3. Il passato
  4. L’imperativo
  5. Ser ed estar
  6. I pronomi complemento
  7. Gustar e i verbi come gustar
  8. I nomi e gli articoli
  9. I possessivi e i dimostrativi
  10. Confrontare
  11. Collegare le frasi
  12. L’ortografia

All’A1 il presente comprende i verbi regolari e alcuni verbi molto frequenti con forme proprie: ser, estar, ir, tener, querer, hacer. L’A2 aggiunge i verbi in cui la radice cambia, i verbi riflessivi che seguono questi modelli, e due usi del presente: l’abitudine e il futuro vicino.

Il presente dei verbi irregolari: pienso, puedo, pido, salgo, conozco#

Formazione

I verbi irregolari del presente hanno le stesse desinenze dei verbi regolari; l’irregolarità riguarda la radice e si raggruppa in pochi modelli. Nei primi tre la vocale della radice cambia quando porta l’accento tonico, cioè alle tre persone del singolare e alla terza persona plurale. Alla prima e alla seconda persona plurale (nosotros, vosotros) l’accento cade sulla desinenza e la radice resta quella dell’infinito.

E → ie. La e accentata della radice diventa ie: pensar fa pienso, piensas, piensa, pensamos, pensáis, piensan. Si coniugano così empezar, cerrar, entender, preferir, e querer, già noto. « Pensare a » si dice pensar en: Pienso en mis padres.

présent
empezar
yoempiezo
túempiezas
él/ellaempieza
nosotrosempezamos
vosotrosempezáis
ellos/ellasempiezan

O → ue. La o accentata della radice diventa ue: poder fa puedo, puedes, puede, podemos, podéis, pueden. Si coniugano così volver, dormir, encontrar, costar, recordar. Jugar è l’unico verbo in cui la u diventa ue: juego, juegas, juega, jugamos, jugáis, juegan.

présent
poderjugar
yopuedojuego
túpuedesjuegas
él/ellapuedejuega
nosotrospodemosjugamos
vosotrospodéisjugáis
ellos/ellaspuedenjuegan

E → i. Alcuni verbi in -ir cambiano in i la e accentata della radice: pedir fa pido, pides, pide, pedimos, pedís, piden. Si coniugano così repetir, servir, seguir e vestirse.

présent
pedir
yopido
túpides
él/ellapide
nosotrospedimos
vosotrospedís
ellos/ellaspiden

La prima persona in -go. Diversi verbi prendono una g solo alla prima persona singolare: salir → salgo, poner → pongo, traer → traigo, caer → caigo, come hacer → hago. In tener e venir alla g si aggiunge il dittongo e → ie: tengo, tienes; vengo, vienes, viene, venimos, venís, vienen. In decir alla g si aggiunge il passaggio e → i: digo, dices, dice, decimos, decís, dicen. Oír fa oigo, e la sua i diventa y tra due vocali: oigo, oyes, oye, oímos, oís, oyen.

présent
venirdeciroír
yovengodigooigo
túvienesdicesoyes
él/ellavienediceoye
nosotrosvenimosdecimosoímos
vosotrosvenísdecísoís
ellos/ellasvienendicenoyen

La prima persona in -zco. La maggior parte dei verbi in -cer e in -cir preceduti da una vocale prende -zco alla prima persona singolare e resta regolare nelle altre persone: conocer → conozco, conoces; conducir → conduzco, conduce. Fanno eccezione hacer e decir: hago, digo.

Saber, dar, ver. Questi tre verbi sono irregolari solo alla prima persona singolare: sé, con un accento grafico che lo distingue dal pronome se; doy; veo. Le altre persone sono regolari: sabes, das, ves; dais e veis, di una sola sillaba, si scrivono senza accento.

présent
saber
yosé
túsabes
él/ellasabe
nosotrossabemos
vosotrossabéis
ellos/ellassaben

Construir e reírse. I verbi in -uir aggiungono una y davanti alla desinenza, tranne alla prima e alla seconda persona plurale: construyo, construyes, construye, construimos, construís, construyen. In reírse la e diventa i, che porta l’accento grafico: me río, te ríes, se ríe, nos reímos, os reís, se ríen.

présent
construir
yoconstruyo
túconstruyes
él/ellaconstruye
nosotrosconstruimos
vosotrosconstruís
ellos/ellasconstruyen

L’ortografia. Davanti alla -o della prima persona, la consonante della radice si scrive in un altro modo per conservare il suono dell’infinito: coger → cojo, elegir → elijo (con e → i), seguir → sigo. Davanti a e non cambia nulla: coges, eliges, sigues. In Spagna coger significa « prendere » (coger el autobús); in America Latina si usa tomar.

ModelloEsempionosotros
e → iepienso, piensanpensamos
o → ue; u → uepuedo, juegopodemos, jugamos
e → ipido, sirvepedimos
prima persona in -gosalgo, pongo, traigo, oigosalimos
-go e dittongotengo, tienes; vengo, vienes; digo, dicestenemos, venimos, decimos
prima persona in -zcoconozco, conduzcoconocemos
prima persona propriasé, doy, veosabemos, damos, vemos
-uirconstruyo, construyenconstruimos
ortografiacojo, elijo, sigocogemos

Uso

Il presente esprime ciò che si ripete, l’abitudine, spesso con siempre, a veces o todos los días: Siempre duermo ocho horas. Con un complemento di tempo (mañana, el sábado, esta noche) esprime anche un futuro vicino e già previsto, come in italiano: El sábado vuelvo a Madrid. Ya voy (« arrivo ») si risponde a chi chiama.

La posizione di siempre e degli altri complementi di tempo è spiegata in « Collocare nel tempo e nello spazio: siempre, primero, encima de ».

  • ¿A qué hora cierra la farmacia?A che ora chiude la farmacia?
  • Mis hijos duermen en la misma habitación.I miei figli dormono nella stessa camera.
  • En el restaurante siempre pido pescado.Al ristorante ordino sempre il pesce.
  • Los viernes salgo con mis compañeros de trabajo.Il venerdì esco con i miei colleghi.
  • No conozco a tu hermano.Non conosco tuo fratello.
  • Mañana vengo a las diez.Domani vengo alle dieci.

Differenza con l’italiano

Anche l’italiano ha verbi in cui la radice cambia sotto l’accento (« siedo », ma « sediamo »; « muovo », ma « moviamo »), ma sono pochi; in spagnolo il dittongo riguarda molti verbi di uso quotidiano e segue modelli regolari: basta sapere che un verbo è « a dittongo » per ricavarne le sei forme. Alcune prime persone in -go coincidono con l’italiano (salgo, pongo, tengo, vengo), altre no: traigo, « traggo »; digo, « dico ». Salir significa « uscire », non « salire », che si dice subir. « Chiedere » ha due traduzioni: pedir per ottenere una cosa (Pido la cuenta), preguntar per fare una domanda. Entender significa « capire ». Venir indica un movimento verso il luogo in cui si trova chi parla: « vengo da te » si dice voy a tu casa.

Errori frequenti

  • Piensamos ir a la playa. → Pensamos ir a la playa.Alla prima persona plurale l’accento cade sulla desinenza: la radice non cambia.
  • Yo so nadar. → Yo sé nadar.La prima persona di saber è sé, con l’accento grafico, e non « so ».
  • No conoco a tu madre. → No conozco a tu madre.Conocer prende -zco alla prima persona.
  • Le pido dónde vive. → Le pregunto dónde vive.Per fare una domanda, « chiedere » si dice preguntar.
  • Esta tarde vengo a tu casa. → Esta tarde voy a tu casa.Per andare a casa della persona con cui si parla si usa ir, dove l’italiano dice « vengo da te ».

Da ricordare

La radice cambia sotto l’accento: pienso, ma pensamos. Una prima persona in -go o in -zco si impara insieme all’infinito: salir, salgo; conocer, conozco.

I verbi riflessivi e il corpo: me acuesto, me lavo las manos#

Formazione

Un verbo riflessivo segue il modello della sua radice, con il pronome riflessivo davanti al verbo coniugato: acostarse (o → ue) fa me acuesto, te acuestas, se acuesta, se acuestan, ma nos acostamos, os acostáis; despertarse (e → ie) fa me despierto, nos despertamos; vestirse (e → i) fa me visto, se viste; sentarse fa me siento, se sienta.

présent
acostarse
yome acuesto
túte acuestas
él/ellase acuesta
nosotrosnos acostamos
vosotrosos acostáis
ellos/ellasse acuestan

→ Vedi anche: I verbi riflessivi e il corpo: me acuesto, me lavo las manos (A1)

Uso

Con un verbo riflessivo, la parte del corpo o l’indumento prende l’articolo determinativo (el, la, los, las) e non l’aggettivo possessivo, come in italiano: il pronome riflessivo indica già a chi appartiene la cosa. Me lavo las manos significa « mi lavo le mani », Se pone el sombrero « si mette il cappello », Se quita los zapatos « si toglie le scarpe ». Quando ogni persona ha uno solo di questi oggetti, il nome resta di solito al singolare: Los niños se lavan la cara por la mañana.

La stessa regola vale con doler (« Gustar con tutte le persone; encantar, importar, molestar, doler ») e con i verbi che riguardano il corpo di un’altra persona: La madre le lava el pelo al niño.

  • Los sábados me acuesto muy tarde.Il sabato vado a letto molto tardi.
  • ¿A qué hora os despertáis?A che ora vi svegliate?
  • Mi hermano se viste en cinco minutos.Mio fratello si veste in cinque minuti.
  • Antes de comer, me lavo las manos.Prima di mangiare mi lavo le mani.
  • Hace frío: ponte el abrigo.Fa freddo: mettiti il cappotto.

Differenza con l’italiano

L’uso dell’articolo con il corpo e con gli indumenti è lo stesso dell’italiano: « mi lavo le mani », « si mette il cappello ». Le difficoltà riguardano altre parole. Acostarse significa « andare a letto » o « sdraiarsi », non « accostarsi ». Me siento è la prima persona sia di sentarse (« mi siedo ») sia di sentirse (« mi sento »): il senso si ricava dalla frase. Vestirse cambia la e in i: se viste, « si veste ».

Errori frequenti

  • Nos acuestamos a las once. → Nos acostamos a las once.Alla prima persona plurale la radice di acostarse non cambia.
  • Mi hermana se veste en diez minutos. → Mi hermana se viste en diez minutos.In vestirse la e accentata della radice diventa i.

In sintesi

PuntoRegolaEsempio
e → iesotto l’accento; non a nosotros, vosotrospienso, pensamos
o → uesotto l’accento; jugar: u → uepuedo, juego
e → iverbi in -irpido, pedimos
prima persona-go, -zco, sé, doy, veosalgo, conozco
ortografiasi conserva il suono dell’infinitocojo, elijo, sigo
verbi riflessivistesso modello del verbo sempliceme acuesto, nos acostamos
corpo, indumentoarticolo determinativo, senza possessivoMe lavo las manos.
abitudinepresente, spesso con siempreSiempre duermo bien.
futuro previstopresente + complemento di tempoMañana vuelvo.

Esercitati

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